L’evangelista Marco riferisce che Gesù condusse con sé Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte e davanti a loro si trasfigurò, divenendo talmente luminoso che « nessun lavandaio al mondo avrebbe potuto rendere le sue vesti così bianche ».
Su questo mistero di luce la liturgia ci invita oggi a concentrare il nostro sguardo.
Sul volto trasfigurato di Gesù brilla un raggio della luce divina che Egli custodiva nel suo intimo.
Questa stessa luce sfolgorerà sul volto di Cristo nel giorno della Risurrezione.
In questo senso la Trasfigurazione appare come un anticipo del mistero pasquale.

La Trasfigurazione ci invita ad aprire gli occhi del cuore sul mistero della luce di Dio presente nell’intera storia della salvezza.
Già all’inizio della creazione l’Onnipotente dice: «Fiat lux,: — Sia la luce!» ed avviene la separazione della luce dalle tenebre.
Al pari delle altre creature, la luce è un segno che rivela qualcosa di Dio: è come il riflesso della sua gloria, che ne accompagna le manifestazioni.

Quando Dio appare, «il suo splendore è come la luce, bagliori di folgore escono dalle sue mani».
`La luce, è detto nei Salmi è il manto in cui Dio si avvolge.
Con il Libro della Sapienza il simbolismo della luce è utilizzato per descrivere la stessa essenza di Dio: la sapienza, effusione della Gloria di Dio, è un <<riflesso della luce eterna>>, superiore ad ogni luce creata.
Nel Nuovo Testamento è Cristo a costituire la piena manifestazione della luce di Dio.
La sua risurrezione ha debellato per sempre il potere delle tenebre del male.
Con Cristo risorto trionfano la verità e amore sulla menzogna e il peccato.
In Lui la luce di Dio illumina definitivamente la vita degli uomini e il percorso della storia: «lo sono la luce del mondo — Egli afferma nel Vangelo —.
Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Raffaello, La Trasfigurazione


Perché tante preoccupazioni quando tutto vi è dato dalla mano invisibile
che crea l’universo?

Perché tante preoccupazioni?
Non avete forse un Padre pieno di sollecitudine che conosce i vostri bisogni?

Perché tante preoccupazioni quando l’onnipotenza che guida la vostra vita
è pura benevolenza?

Perché tante preoccupazioni quando tutte le vostre preghiere sono certe di ottenere
la risposta migliore?

Perché tante preoccupazioni quando a tutti i vostri problemi verrà al momento giusto
la soluzione divina?

Jean Galot

I bambini scrivono alla Madonna.
Lo fanno seguendo l’esempio dei grandi, affidando i loro pensieri alle pagine di quel “Libro del Pellegrino” che si trova all’ingresso del santuario, e che raccoglie le ansie, le preghiere, gli sfoghi, le speranze della gente in cammino, che passa da Jaddico e si ferma, o che vi entra apposta per deporre gli affanni nel grembo della Vergine Maria.
I bambini scrivono alla Madonna sullo stesso libro, ma con un linguaggio diverso, più diretto e spontaneo.
Si rivolgono a lei con parole semplici, affettuose, circonfuse di quel candore tipico della loro età.
La chiamano Madonnina, come fosse un’altra mammina, e salutandola le danno i bacetti.
Hanno imparato a conoscerla dal catechismo, ma anche dai rosari delle nonne, e dalle invocazioni delle mamme; la conoscono come madre lei stessa di quel bambino speciale che è sceso dal cielo per la nostra salvezza.
Cose difficili per noi adulti, che abbiamo il cuore pieno delle ragioni che contrappone il mondo; ma non per i bambini, che hanno il cuore puro come quello degli angeli, come quello dei santi, e perciò naturalmente aperto alla contemplazione dei misteri della fede.

Come il mistero di questa donna che ci ama come figli e ha un grande potere presso Dio.
Ma per parlare con la Madonna, e scriverle, ed entrare con lei nel regno dei cieli, bisogna diventare piccoli come questi bambini.
Se proviamo a guardarli senza pregiudizi, possono persino insegnarci a pregare.
Ed ecco la piccola Chiara, nove anni, che vorrebbe migliorare la sua immagine.
Non si piace molto.
Con chi può parlarne in piena confidenza? chi la può comprendere fino in fondo, e aiutarla, se non lei, la sua Madonnina? “…vorrei solo diventare un po’ più bella - confida - più alta, ma soprattutto vorrei essere considerata simpatica.”
Enrica invece, che possiede un piccolo zoo, sente il peso della sua responsabilità. “Per favore – dice - fai guarire presto il mio cane e fai stare bene anche gli altri miei animali.”
La piccola Sara invece è molto preoccupata per la salute del nonno. “Ha il cuore che funziona al 15 per cento e si prende tante medicine ogni giorno, ma proprio assai assai. Non ti chiedo – dice alla cara Madonnina - di farlo guarire subito, ma poco a poco. Facciamolo vivere almeno altri dieci anni!”
Matteo, undici anni, è un po’ discolo, anche lui lo riconosce, ma a volte le

situazioni gli prendono la mano, che ci può fare?
L’ultima volta, per esempio, a scuola, ha fatto un macello perché qualcuno gli ha scarabocchiato il banco. Comunque, scrive alla Madonnina: ti voglio tanto bene e mi scuso per le bugie che ho detto.
E subito cambia discorso: “Hai sentito la notizia della morte del papa? Spero che in paradiso stia bene.
Un bacio dal tuo caro Matteo.”
Alessia, nove anni, è in pena per la sua cagnetta di nome Maya che ha subito un incidente stradale. “Ora è nelle mani del veterinario – dice - che la sta aiutando a guarire; ma mi chiedo – e si rivolge alla sua Madonnina – tu non puoi aiutarmi?”
Cristina invoca protezione per il suo cane che si chiama Black, che ormai fa parte della famiglia; così come la gattina di Paola, che si chiama Luna, ed è coccolata da tutti.
Andrea, in affanno, prega perché qualcuno lassù aiuti il suo gattino a ritrovare la strada di casa.
Il piccolo Luigi, prega per la macchina del padre; Alessandro per il suo futuro: “Fammi diventare un giocatore di serie A.”
Anche Giorgio sogna di diventare un grande calciatore, e intanto raccomanda la squadra del cuore che quest’anno non è andata per niente bene.
Eleonora, a nome della sua

“bella famiglia” prega Gesù per i poveri. “Ti prego con tutto il mio cuore – dice - falli diventare ricchi come noi.”
Il piccolo Mario si accontenta di poco: “ … che almeno sappiano cavarsela.”
Elisa prega per la pace nel mondo, “perché nelle guerre muore sempre qualcuno.”
“Cara Madonnina – scrive Giorgia, nove anni – quando vedo i tuoi quadri mi sembra di vederti sempre triste.
Ti do un consiglio, fai come me, non lasciarti trasportare dal passato. Ecco, ora ti saluto e spero di non vederti più così triste.”
Maria Federica prega per la nonna morta, Emanuele per il nonno Bruno “un uomo indimenticabile”. Christian sta pregando molto perché i genitori tornino a stare insieme. Spera proprio che la Madonnina gli faccia la grazia.
Perché non potrebbe accadere? perché la voce di questi piccoli non dovrebbe trovare ascolto nel cuore della Vergine Maria? Non ce l’ha detto Gesù che se abbiamo fede quanto un granello di senape spostiamo le montagne? … e non ci ha anche detto che se non diventiamo come bambini, non entreremo nel regno dei cieli?

Dario Amodio
Brindisi, Jaddico , luglio 2010

«Quando Nostro Signore si degna di aver pietà di quanto ha patito e soffre per il desiderio di lui l’anima che egli ha già spiritualmente presa in sposa, prima di consumare il «matrimonio spirituale» la introduce nel¬la propria mansione, che è la settima...
E’ molto importante per noi, sorelle, non considerare l’anima come qualcosa di oscuro: siccome non la vedia¬mo, generalmente vien da pensare che non ci sia una luce interiore, ma solo quella esterna, e che nella nostra anima si trovi una certa oscurità.
Per l’anima non in grazia sono d’accordo, e non perché manchi il Sole di giustizia che dimora in lei dandole l’essere, ma perché essa non è capace di ricevere la luce...
Introdotta in quella mansione, si svela all’anima la SS. Trinità in visione intellettuale, come in una rappresentazione della Verità: tutte e tre le Persone, con un incendio che arde dapprima nel suo spirito simile a una nube di splendida luce; le tre Persone sono distinte, e per una meravigliosa conoscenza di cui l’anima è favorita, capisce con assoluta veridicità che tutte e tre le Persone sono una sostanza, un potere, un sapere e un solo Dio.

L’Estasi del Bernini. Chiesa Santa Maria della Vittoria, Roma.

Ciò che crediamo per fede, lì l’anima lo comprende - se così si può dire - perché lo vede; ma non è vista degli occhi del corpo, né dell’anima, perché la visione non è immaginaria.
Tutt’e tre le Persone si comunicano a lei, le parlano e le fanno capire quelle parole che il Signore disse nel Vangelo: che Egli verrà con il Padre e con lo Spirito a dimorare nell’anima se questa lo ama e osserva i suoi comandamenti.
...Tutto ciò che il Signore dona e insegna all’anima si svolge con tanta quiete e tanto silenzio:... Dio e l’anima si godono in altissimo silenzio. l’intelletto non ha bisogno di muoversi o di cercare; il Signore che lo ha creato vuole che si riposi e contempli ciò che avviene, come attraverso uno spiraglio. Anche se a momenti la visione scompare ed esso non scorge nulla, sono intervalli brevissimi.
Secondo me, qui le potenze non si perdono, ma rimangono come attonite, senza operare.

Vediamo ora come vive e la differenza dal tempo in cui era lei a vivere. Anzitutto, una dimenticanza di sè, tale che veramente le sembra di non essere.
Si sente così trasformata che non si riconosce in se stessa, non si ricorda del cielo che l’aspetta, non pensa alla vita né all’onore, completamente dedita a procurare l’amore di Dio.
Sua Maestà l’ha invitata ad occuparsi delle cose di Lui, mentre Egli avrebbe avuto cura delle sue: sono parole che sembra abbiano prodotto quel che significano.
Qualunque cosa le accada, non si preoccupa ma dimentica tutto...
Non vorrebbe essere nulla di nulla fuorché quando capisce di poter accrescere, anche in un sol punto la gloria di Dio per questo darebbe molto volentieri la vita...
Altro effetto è un grande desiderio di patire, ma senza inquietudine come prima.
In queste anime il desiderio che si compia in loro la volontà di Dio è così estremo, che ritengono buona qualunque cosa Sua Maestà disponga: se Egli vuol dare loro sofferenze, benissimo, diversamente, non se ne inquietano come un tempo».

La farfalletta è morta, felicissima di aver trovato riposo, e Cristo vive in lei.

Per noi Carmelitani quella del Carmine è la festa principale, perché la nostra Patrona principale dalla quale abbiamo ricevuto il nome e tanti benefici lungo la storia, fra i quali eccelle presso il popolo di Dio il Santo Scapolare.
Quest’anno la novena di preparazione è stata presieduta dal P. Provinciale, P. Enzo Caiffa, il quale ha indicato efficacemente gli elementi che la tradizione mariana dell’Ordine ritiene importanti per una vera devozione a Maria, soffermandosi alla fine sul significato del S. Scapolare.
Il giorno della festa, dopo la Messa e la Supplica del mattino, la concelebrazione ha visto intorno all’altare una quindicina di Padri Scolopi.
Ospiti presso la nostra struttura “Mater Carmeli”, erano qui per celebrare il terzo centenario della nascita del loro Santo Confratello S. Pompilio Maria Pirrotti, morto e sepolto a Campi Salentina (LE).
Rare volte il nostro Santuario ha visto una corona così immensa di Sacerdoti.
Una ventina di fedeli, dopo adeguata catechesi, ha ricevuto dalle mani del P. Provinciale il Santo Scapolare, mezzo di affiliazione alla grande famiglia del Carmelo, su cui la Vergine Santa continua ad effondere le sue materne grazie.

Ricorrenze di Luglio-Agosto

Santa Messa: ogni giorno alle ore 18,30 (a settembre con i Vespri nei giorni feriali); domenica alle ore 11,30-18,30 e 20,00 ad agosto; a settembre alle ore 10,00-11,30-17,00 e 18,30.

Santo Rosario: ore 18,00.

Salve Regina cantata: sabato e feste della Madonna, dopo la Santa Messa delle 18,30.

15 agosto: Solennità di Maria SS. Assunta, dopo la Messa delle ore 20,00 pioggia di rose al canto della Salve Regina.

Ogni mercoledì (a settembre): Adorazione Eucaristica, ore 19,00.

 

La notte fra il 14 e il 15 agosto segna, per evidente ispirazione di Maria, l’inizio della nuova

Jaddico, allorchè Teodoro D’Amici, solo e al buio, si recò presso quel muro cadente, affogato fra canneti.
Ricordiamo l’evento con una TRE SERE MARIANE (12 – 13 – 14) dalle ore 21.00 alle ore 22.00. sarà un’ora mariana fatta di preghiera del Rosario e di canti.
Il giorno 15, poi, dopo la S. Messa delle ore 20.00, ci sarà l’ormai tradizionale pioggia di rose, simbolo di tante grazie che Maria da questo luogo santo dispensa sui figli che fiduciosi ricorrono a Lei.

Dall’inizio di luglio la nostra Comunità si è arricchita di due giovani, Maurizio e Matteo, che nel mese di settembre prossimo inizieranno, a Dio piacendo, l’anno di noviziato durante il quale maturerà la loro adesione di consacrazione a Dio nella famiglia del Carmelo.
Li affidiamo alla preghiera di tutti. Un aiuto particolare possono dare i nostri ammalati che con la loro sofferenza intercedono affinché il <<Signore mandi buoni operai nella sua messe>>.

20 agosto 1962 - ore 23 - Illuminazione del luogo (prima illuminazione). Dal diario di Giuseppina Cassano:
“… improvvisamente vedemmo tutto il luogo illuminarsi di una luce indescrivibile con rifl essi su tutta la campagna. Abbagliato da quella luce, Teodoro si inginocchiò e piangendo disse: “Madonna mia, dimmi cosa vuoi da me. Tutto ciò che vuoi. Mi farò servo per accontentarti”.
Questa luce durò circa 7-8 minuti. Quando scomparve Teodoro ritornò verso la macchina tutto affannato, sudato, quasi a non potersi mantenere in piedi, e per 15 minuti rimase in quello stato”.
26 agosto 1962 - ore 23 - Illuminazione del muro. Dal diario di Giuseppina Cassano: “Appena Teodoro uscì dalla macchina il muro si illuminò, e così rimase per il tempo di una breve preghiera fatta ai piedi del quadro della Madonna. Anche questa volta Teodoro si è sentito tanto male”.
31 agosto 1962 - ore 23 - Illuminazione del muro (e dell’affresco della Madonna). Dal diario di Giuseppina Cassano: “Teodoro cominciò a sentirsi male e diceva gridando: “Ecco la Madonna si è illuminata!” e immediatamente gli si piegarono le ginocchia. Dopo pochi minuti anche tutti noi vedemmo la luce.
Era una luce meravigliosa, di tanti colori: giallo, arancione, dorato; tutta la zona sembrava in pieno giorno.
In quei momenti tutto il mondo si fermava, nessuna persona né macchina passava, il vento si calmava di colpo. Questo durava per tutto il periodo che il muro della Madonna rimaneva illuminato”.
7 settembre 1962 - ore 23 - Illuminazione del muro. Apparizione della Madonna al solo Teodoro D’Amici. Dalle mani della Madonna raggi luminosi che illuminano la zona.
Dal diario di Giuseppina Cassano: “Teodoro stava vicino al quadro della Madonna e sentì un rumore dietro al muro.
Incuriosito, volle affacciarsi e vide su di un tufo la Madonna in piedi con le mani aperte all’ingiù e che dalle mani uscivano dei raggi luminosi. Di colpo lui si inginocchiò piangendo e recitava l’Ave Maria.
In quel mentre sentiva dire dalla Madonna: “Figlio mio, tutto ciò che vedrai tu non possono vedere anche gli altri.
Cerca l’acqua mia e la troverai”.
Tutti noi presenti vedemmo soltanto che si illuminava tutta la zona.
Appena scomparve la Madonna divenne tutto buio, e Teodoro rimaneva male per circa 15-20 minuti”.
Dalla testimonianza di Teresa D’Amici, figlia di Teodoro, rilasciata in data 27 ottobre 2006: “Papà era inginocchiato davanti all’affresco della Madonna quando ha sentito un rumore provenire da dietro il muro.
Ha sentito il bisogno di capire cosa stesse succedendo.
Quando ha raggiunto il punto da cui proveniva il rumore, gli è apparsa la Madonna.
Stava in piedi su un tufo.
Dalle mani della Madonna, ha detto poi papà, uscivano raggi di luce. Io ho visto questa illuminazione ma non i raggi di luce delle mani.
Se pure i raggi di luce uscivano dalle mani della Madonna che era dietro il muro, l’illuminazione aveva preso tutto il muro. Era in luce anche la parte anteriore del muro.
Una bella luce dorata alta e larga più del muro, gradevole agli occhi.
Papà era crollato. Alcuni uomini sono andati a sollevarlo”.

(da “Il muro di Jaddico” di Dario Amodio, pag. 109-110-111)